Progetto æm.bisi © Fotografie - Blog Fotografico

La fotografia è interessante. Dovrebbe testimoniare in modo imparziale istanti che per loro natura, per il fatto stesso di essere stati notati, imparziali non lo sono. È un modo di guardare le cose rendendole personali. È un modo di raccontare, certamente.

Quelli che seguono sono vari racconti, per immagini, aggiornati (o meno) in base alle esperienze, agli incontri, alle sensazioni. æm.bisi ©

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Mostra Fotografica Sottrazioni

Sottrazioni 
Sabato 23 Gennaio 2010 è stata inaugurata nella Sala Teatina del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira - Firenze questa prima Esposizione Fotografica. Ringrazio davvero tutti per la partecipazione, la realizzazione, la meravigliosa esperienza.










Iniziai a viaggiare per vedere, scovare, conoscere qualcosa di diverso. Qualcosa che potesse sommarsi all’idea che avevo del mondo e arricchirla, magari.
Sono stato fortunato, ho potuto farlo.
A poco a poco però ho iniziato a capire che quello che cercavo, quello che chiamavo diverso, era in realtà quello che conoscevo meglio, quello che conosciamo tutti, e che forse ci portiamo comunque dentro scritto nei geni e sotterrato, nascosto da soli pochi anni di progresso: era l’uomo. L’uomo nella sua semplicità, povertà anche, l’uomo a contatto con il  mondo, con la natura, con le povere cose.
Era quello dunque che ricercavo: l’immagine di ciò che eravamo.
Il lavoro è stato dunque quello di togliere, non di aggiungere. Sottrarre, non sommare. Togliere anche quel poco di conoscenza che avevo per lasciare riaffiorare intatti i ricordi impressi nella memoria del mondo e congelarli in uno scatto presente.
Questo è stato, ed è, qui,“Sottrazioni”.




Galleria fotografica della mostra

Mostra Fotografica Sottrazioni



da sabato 23/01
sala Teatina, via de' Pescioni 3 - Firenze c/o centro internazionale studenti Giorgio La Pira.

India del Nord

India 2009


Raccontare l’India non è semplice. Così vasta, numerosa, calda, arida, decadente, immersa in una polvere continua e in una luce costantemente gialla.
Fatta di quella massa enorme di gente che riempie ogni spazio creduto possibile fino a farlo esplodere di una vita pulsante di strada, fatta di carri trainati a mano, di risciò, tuc-tuc, macchine, autobus, autocarri, file interminabili di bancarelle (a volte poco più di un telo steso per terra) dove si vende, si vive, si lavora, si dorme e molto probabilmente si muore.
L’odore stesso, caldo e dolciastro, che permea l’aria in qualunque parte dell’india, è colmo di questo miscuglio dove le spezie, gli incensi e gli oli essenziali sovrastano la puzza di sudore e di escrementi.  È dietro questa massa, questo miscuglio, che si nasconde o semplicemente vive, l’India, con la sua filosofia, con il suo tempo circolare, con il suo next time sir, con il suo battito, lento e incessante.










Le (poche) immagini che seguono sono tratte da questo viaggio. æm.bisi ©



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Rajasthan's women - India 2009 æm.bisi ©

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                         Village - India 2009 æm.bisi ©



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In Varanasi - India 2009 æm.bisi ©

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at sunset - India 2009 æm.bisi ©


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                  Where? - India 2009 æm.bisi ©